L’arte dell’imperfezione
Zellige (o zellij/zillij) è una tradizionale arte marocchina di piastrelle
musive fatte a mano, caratterizzata da intricati motivi geometrici.
Conosciuto per il suo carattere artigianale unico, lo Zellige è apprezzato per le sue sottili
variazioni di colore, texture e lucentezza.
Realizzato generalmente con piastrelle in terracotta smaltata, è ampiamente utilizzato
nell’architettura maghrebina per rivestire pareti, pavimenti ed elementi decorativi.
Derivato da tecniche antiche, il processo prevede la formatura di argilla naturale in piccole
piastrelle, la smaltatura in colori vivaci, la cottura e infine il taglio a mano con scalpello per
ottenere complesse tassellature.
Il risultato è una notevole profondità visiva e un forte valore culturale. Per saperne di più
sull’impatto
ambientale di questi materiali naturali, puoi leggere la pagina dedicata alla sostenibilità dello Zellige.
Come viene realizzato
La produzione dello Zellige è un processo estremamente laborioso, rimasto in gran parte invariato per
secoli.
Si comincia immergendo l’argilla grezza in acqua, modellandola a mano e facendola poi essiccare al sole.
«Il processo consiste nel modellare l’argilla naturale in piccole piastrelle, smaltarle in colori
vivaci,
cuocerle e quindi rifinirle a mano con lo scalpello.»
Questa dedizione all’artigianato rende ogni installazione unica. Per approfondire le fasi tecniche,
visita
la pagina su come vengono
realizzate le piastrelle.
Domande frequenti
Risposte alle domande più comuni su origine e posa. Per
l’elenco completo, visita le nostre FAQ sulle piastrelle Zellige.
Lo Zellige è marocchino o algerino?
Lo Zellige è riconosciuto a livello mondiale come patrimonio caratteristico del
Marocco, originario in particolare della regione di Fès.
Sebbene esistano tradizioni di produzione di piastrelle in tutto il Nordafrica (Maghreb) e
in Andalusia, l’arte specifica dello Zellige de Fès – definita dal taglio
geometrico eseguito a mano e da una particolare composizione dell’argilla – è registrata
come indicazione geografica.
È centrale per l’identità architettonica marocchina, a differenza delle tradizioni ceramiche
algerine, evolutesi in modo differente sotto l’influenza ottomana.
Cosa significa la parola «Zellige»?
Il termine «Zellige» (scritto anche Zellij o Zillij) deriva dalla parola
araba al‑zulaycha (الزليج), che si traduce come «piccola pietra lucidata».
Storicamente indicava l’arte di tagliare la terracotta smaltata in piccole forme precise per
imitare i complessi mosaici di marmo degli imperi romano e bizantino, diventando un tratto
distintivo dell’arte moresca.
Come si pronuncia «Zellige»?
In inglese si pronuncia «zuh‑LEEZH» (simile a «beige»); in italiano ci si
avvicina a «zèl-lic» con finale morbida.
Si sente anche «zel‑LIG» con una “g” dolce. È una trascrizione francese della parola araba,
da
cui deriva il suono finale attenuato.
Qual è la differenza tra Zellige e piastrelle in ceramica?
La differenza è netta. Il vero Zellige è realizzato al 100 % a mano con
argilla naturale non raffinata di Fès, essiccata al sole e cotta in forni alimentati con
noccioli di oliva.
Questo processo genera variazioni uniche in planarità, tonalità e texture superficiale, note
come «imperfezioni perfette».
Le piastrelle in ceramica, invece, sono prodotte industrialmente, pressate a
macchina per ottenere uniformità e cotte in forni a gas, risultando in piastrelle identiche
e perfettamente piatte, prive della profondità e del gioco di luce tipici dello Zellige.
Come posso riconoscere se uno Zellige è autentico?
Fai attenzione a tre aspetti: 1. Irregolarità: le piastrelle autentiche non
sono perfettamente quadrate né perfettamente piane – impilandole, noterai che oscillano.
2. Superficie: devono essere visibili piccole scheggiature, cavità e
differenze nello spessore dello smalto.
3. Il retro: deve mostrare la terra cotta modellata a mano, ruvida, spesso
con chiari segni di scalpello dove l’artigiano (Maalem) ha sagomato la piastrella. Se il
retro è perfettamente liscio o retinato in modo uniforme, probabilmente si tratta di un
prodotto industriale.
Perché le mie piastrelle Zellige hanno scheggiature e piccoli fori?
Le scheggiature, i piccoli fori (spesso chiamati shiners) e le micro‑crepe sono
caratteristiche intenzionali e desiderate, non difetti.
Compaiono quando il Maalem rifinisce lo smalto con lo scalpello per sagomare la piastrella,
esponendo in parte il corpo in terracotta.
Queste irregolarità catturano la luce e conferiscono alla superficie quell’effetto
scintillante e «vivo» così tipico dello Zellige.
Se desideri pareti perfettamente lisce, lo Zellige potrebbe non essere il materiale più
adatto
a te.
Qual è la differenza tra Zellige e Bejmat?
Entrambe sono piastrelle in argilla marocchina fatte a mano, ma si differenziano per forma e
utilizzo.
Lo **Zellige** si riferisce tipicamente alle piastrelle quadrate 10 x 10 cm, usate
principalmente a parete.
Il **Bejmat** ha forma rettangolare tipo mattone (circa 15 x 5 cm), spesso più spessa e
resistente, ideale per pavimenti e zone ad alto traffico, ma utilizzata anche a parete per
un effetto «subway tile».
Lo Zellige è una moda passeggera o un materiale senza tempo?
Lo Zellige è un materiale decisamente senza tempo.
Decora da oltre 1 000 anni le pareti dell’Alhambra a Granada e della
madrasa Bou Inania a Fès.
Anche se oggi è molto presente nel design d’interni contemporaneo per la sua texture e il
calore organico, resta una tradizione artigianale secolare, ben oltre le mode del momento.
Cosa succede se non si immerge lo Zellige in acqua prima della posa?
Questo è l’errore di posa n°1. Lo Zellige è un’argilla estremamente porosa
quando è asciutta.
Se applichi l’adesivo su una piastrella secca, l’argilla ne assorbirà istantaneamente
l’umidità, impedendo una corretta adesione.
È indispensabile immergere ogni piastrella in acqua per 1–2 minuti prima
della posa. Le piastrelle devono essere completamente imbevute, ma con la superficie
nuovamente asciutta al momento della messa in opera.
Servono distanziatori per le fughe con lo Zellige?
Tradizionalmente lo Zellige viene posato bordo contro bordo (senza
distanziatori); le irregolarità naturali dei bordi tagliati a mano creano loro stesse lo
spazio per la fuga.
Tuttavia, molti posatori moderni utilizzano piccoli cunei da 1,5 mm
(1/16") per gestire meglio le tolleranze dimensionali e mantenere le file in
bolla, senza perdere l’effetto compatto e tradizionale.
Che colore di fuga dovrei usare?
Gli interior designer consigliano quasi sempre una fuga tonale (di colore
simile alla piastrella) oppure neutra grigia/bianca.
Un’elevata differenza di colore (per esempio fuga scura su piastrella bianca) crea un effetto
«scacchiera» che mette in risalto ogni irregolarità di formato e può risultare caotico.
Una fuga coordinata permette invece alla texture e alla brillantezza dello smalto di
emergere.
Che cos’è la «regola del 1/3» in fase di posa?
Quando si posano piastrelle rettangolari come il **Bejmat**, è consigliabile sfalsare le
fughe di non più del 33 % (un terzo) della lunghezza della piastrella.
È bene evitare uno sfalsamento del 50 % (posa «a mattone»).
Poiché le piastrelle fatte a mano possono avere una leggera curvatura, uno sfalsamento del
50 % fa sì che il punto più alto di una piastrella si trovi accanto al punto più basso
di quella vicina, causando antiestetici dislivelli («lippage»).
Come si tagliano le piastrelle Zellige?
Lo Zellige va tagliato con una taglierina a umido dotata di disco diamantato a bordo
continuo.
Poiché lo smalto è delicato, è importante tagliare lentamente e con movimento regolare per
ridurre al minimo le sbeccature.
Molti posatori utilizzano poi una pinza per piastrelle o una pietra abrasiva per smussare
leggermente i bordi di taglio, imitando l’aspetto delle coste rifinite a mano in produzione.
Quanta percentuale di sfrido dovrei ordinare?
Data la natura rustica del prodotto, è prassi di settore consigliare un surplus del
15–20 %.
Questa quota, superiore a quella delle piastrelle standard, consente di «mischiare» meglio le
variazioni cromatiche e di scartare le piastrelle con macchie di ruggine o grandi
scheggiature dalle zone più in vista.
Posso posare lo Zellige da solo (DIY)?
È possibile, ma impegnativo. Posare lo Zellige assomiglia più ad assemblare
un puzzle che a posare piastrelle standard.
Serve molta pazienza per compensare gli spessori diversi e le forme leggermente irregolari.
Si consiglia vivamente di rivolgersi a un posatore professionista con esperienza specifica in
piastrelle artigianali o Zellige.
Le piastrelle Zellige devono essere sigillate?
Sì. Anche lo Zellige smaltato presenta spesso una rete di micro‑fessure
(craquelure) in superficie, che fa parte del suo fascino ma può trattenere macchie.
È opportuno applicare un sigillante penetrante di alta qualità (ad esempio
Miracle 511) sulle piastrelle prima della stuccatura, per evitare che i pigmenti
della fuga macchino le crepe, e di nuovo a posa ultimata.
Lo Zellige può essere usato in doccia?
Sì, assolutamente. Lo Zellige è una scelta di pregio per bagni e docce.
Grazie allo smalto, l’acqua scivola via facilmente; è però fondamentale che il supporto sia
perfettamente impermeabilizzato (con sistemi come Kerdi o RedGard) e che le fughe siano
sigillate, per evitare muffe negli interstizi più irregolari.
Lo Zellige è scivoloso se usato a pavimento?
Lo Zellige standard smaltato (10 x 10) può essere scivoloso quando bagnato e di solito non è
classificato per l’uso a pavimento.
Per i pavimenti si consiglia lo Zellige naturale non smaltato o il
Bejmat.
Se si utilizza Bejmat smaltato, l’elevato rapporto tra fughe e superficie aiuta l’aderenza,
ma occorre comunque prudenza nelle zone umide.
Lo Zellige resiste al calore (per esempio dietro un piano cottura)?
Sì. Essendo un prodotto in terracotta cotta in forno, lo Zellige è naturalmente
resistente al calore.
È perfetto come paraschizzi di forte impatto estetico dietro cucine professionali e piani di
cottura, e può essere usato anche intorno al camino, purché non all’interno della camera di
combustione.
Si può usare lo Zellige all’esterno?
Dipende dal clima. Nelle zone a clima mite (come California o Mediterraneo) è possibile.
La terracotta smaltata non è però completamente resistente al gelo.
In climi soggetti a cicli di gelo/disgelo, l’acqua assorbita può ghiacciare e fessurare le
piastrelle.
Nelle regioni fredde lo Zellige andrebbe limitato alle aree coperte o sostituito con
prodotti specifici resistenti al gelo.
È difficile pulire le piastrelle Zellige?
Per nulla. La superficie smaltata è igienica e facile da pulire.
Utilizza un detergente delicato a pH neutro e acqua tiepida.
Evita prodotti fortemente acidi (come aceto o candeggina) e spugne abrasive, che possono
opacizzare lo smalto o danneggiare nel tempo le fughe a base cementizia.
Il colore dello Zellige scolorisce nel tempo?
No. I colori intensi sono il risultato di smalti minerali cotti ad altissime temperature
(oltre 900 °C).
A seconda del pigmento (per esempio cobalto per il blu, manganese per il nero), il colore si
lega chimicamente all’argilla, risultando stabile ai raggi UV e molto
resistente allo sbiadimento, anche in pieno sole.
Perché lo Zellige è così costoso?
Lo Zellige non è costoso se si considera il lavoro che richiede.
È uno dei pochi materiali da costruzione ancora realizzati interamente a
mano
nel mondo.
Dall’estrazione dell’argilla alla formatura, dalla smaltatura alla cottura, fino alla
rifinitura di ogni singolo bordo, un metro quadrato può rappresentare diversi giorni di
lavoro artigianale.
Il prezzo riflette un pezzo di arte storica, non una semplice commodity industriale.
Qual è l’impatto ambientale dello Zellige?
Lo Zellige è un materiale sostenibile a basse emissioni di carbonio.
È realizzato con argilla naturale e acqua, reperite localmente.
Molti forni tradizionali di Fès sono alimentati con noccioli di oliva
riciclati
(sansa) provenienti dall’industria olearia locale: un biocombustibile di scarto che brucia
in modo caldo e pulito, riducendo l’uso di fonti fossili.
Cosa simboleggiano i motivi geometrici?
Nell’arte islamica la rappresentazione figurativa è tradizionalmente evitata per scongiurare
l’idolatria.
Gli artigiani hanno quindi sviluppato complesse tassellature geometriche (poligoni, stelle,
ottagoni) per rappresentare la natura infinita dell’universo e l’ordine
della creazione divina.
Ogni motivo invita alla contemplazione e simboleggia unità e armonia.